SEMPLICEMENTE ERMAL META

Vietato morire non è solo la canzone con cui Ermal Meta ha conquistato il terzo posto alla sessantasettesima edizione del Festival di Sanremo, ma è anche la traccia che dà il titolo al suo secondo album da solista, uscito lo scorso 10 febbraio 2017. La scelta di specificare “da solista” non è assolutamente casuale, infatti la carriera musicale del cantautore italo-albanese inizia all’interno di una band, La fame di Camilla (preceduta dal gruppo Ameba 4, che si sciolse poco dopo la partecipazione a Sanremo Giovani nel 2006 e la pubblicazione di un album omonimo).  Con l’uscita di tre album, La fame di Camilla (2009), Buio e luce (2010) e L’attesa (2012), la band si guadagna un posto nella scena musicale indie italiana, arrivando ad esibirsi sul palco dell’Heineken Jammin’ Festival al fianco di artisti del calibro di Cranberries e Aerosmith, ma si scioglie poi nel 2013. Tra i loro pezzi più identificativi citiamo La stagione dell’amore silenzioso, Susy e l’infinito e Non amarmi così.

Il 2012 è l’anno che segna per Ermal Meta l’inizio di una fiorente attività di compositore, che lo ha portato a scrivere brani per alcuni degli artisti italiani più influenti degli ultimi anni; impossibile non citare Marco Mengoni col quale ha collaborato moltissimo, scrivendo pezzi come Pronto a correre, Io ti aspetto e Ad occhi chiusi.

Il vero punto di svolta arriva nel 2016, quando Ermal sale sul palco dell’Ariston con la bandiera arcobaleno (simbolo del movimento LGBT) dipinta sul volto, presentando la sua Odio le favole nella sezione Nuove proposte. Il brano non vince la categoria ma delinea già da subito sia l’attitudine del cantautore ad inserire prepotentemente parti di sé e versi non convenzionali all’interno di una canzone, sia un animo decisamente profondo e romantico.  

Ritroviamo tutti questi elementi nel suo primo album da solista Umano (2016), contenente nove canzoni che ci raccontano spaccati di vita che si adattano e si cuciono perfettamente addosso ad ognuno di noi. I testi si intrecciano a melodie azzeccate, che variano tra toni dolci e altri decisamente più ritmati, regalandoci pezzi unici come A parte te, Lettera a mio padre e Schegge.  

Con l’uscita di Vietato morire scopriamo una notevole peculiarità che ci era ovviamente sfuggita in precedenza: i due album, contenuti entrambi nelle versioni sia fisiche che digitali di Vietato morire, sono infatti collegati. La loro correlazione non è precisamente cronologica e a primo impatto non è nemmeno così chiara, ogni pezzo si rispecchia in uno contenuto nell’altro album. Ermal Meta ci ha lanciato degli input, ma sta a noi ascoltatori capire qual è effettivamente il loro filo conduttore.

Le canzoni si equivalgono per bellezza e significato a quelle contenute in Umano, ma sicuramente spiccano tra tutte proprio Vietato morire, Piccola anima (in duetto con Elisa), Vodoo love e Voce del verbo.

Lo scorso 14 febbraio è cominciata la stagione promozionale nei vari negozi di dischi e librerie che fa tappa nelle principali città italiane; la prima è stata Roma e ciò mi ha permesso di poter assistere da spettatrice a questo evento unico, nel quale Ermal Meta ha propriamente presentato il disco sottoponendosi ad una mini intervista e regalando al pubblico tre incredibili esibizioni dal vivo. Nella fattispecie ha eseguito in acustico le versioni di A parte te, Amara terra mia (brano di Domenico Modugno col quale ha vinto la serata di Sanremo dedicata alle cover) e Vietato morire.
Non voglio soffermarmi sulla sua bravura, indiscutibile, quanto più sull’atmosfera che ha saputo creare anche solo parlando: ci troviamo di fronte ad un uomo pieno di sfaccettature, timido, ma in grado di celare questo lato grazie alla sua ironia ed esprimendo in maniera chiara ed esortativa il suo modo di pensare, il suo credo. L’attenzione di tutti i presenti era completamente catalizzata sulle sue parole, parole che fanno riflettere, o almeno che dovrebbero far riflettere, come quando ci esorta a disobbedire, a usare la nostra testa e a sognare, facendo ben attenzione a distinguere i sogni dalle fantasie perché queste ultime “non ti fanno sudare, i sogni sì. Le fantasie le puoi decidere, puoi decidere di fantasticare ma non puoi decidere di sognare, […] i sogni sono disobbedienti, quindi siatelo anche voi”.

Le prossime date dell’instore sono quelle del 20 e 21 febbraio 2017, rispettivamente a Bologna e Verona e non posso far altro che invitarvi a partecipare, state certi che ne varrà la pena.

 

Carlotta Oliaro

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