LORDE È TORNATA!

Chi credeva fermamente che il fenomeno Lorde fosse tutt’altro che passeggero, può finalmente gioire dinnanzi a questo gradito e atteso ritorno. Il primo album della ventenne neozelandese, Pure heroine, è infatti uscito nel 2013, lasciando Royals, sua hit di maggiore successo, in vetta alle classifiche musicali di tutto il mondo per diversi mesi; dopodiché abbiamo ricevuto solo notizie sporadiche sul suo conto e un brano isolato, prodotto per il film Hunger games: il canto della rivolta – parte 1, dal titolo Yellow flicker beat

Dopo innumerevoli speculazioni sul suo ritorno, Lorde ha rotto il silenzio lo scorso 28 febbraio, annunciando l’uscita di un nuovo singolo, Green light. Dando uno sguardo al testo, possiamo immaginare che sia stato ormai accantonato il tema dell’adolescenza che ha segnato tutto il suo primo album, nel quale c’era la volontà di imprimere in ogni traccia momenti e pensieri su una giovinezza che, così facendo, sarebbe rimasta per sempre cristallizzata e immune al passare del tempo.

In questo nuovo brano troviamo, invece, un argomento del tutto nuovo nel repertorio dell’artista: si parla, infatti, della prima vera delusione d’amore, provocata da una storia finita male.
Sebbene ci si aspetti una melodia triste e strappalacrime per tutta la sua durata, Green light si distingue chiaramente in due parti: una che riguarda le due strofe, piene di amarezza mista a rabbia che sfocia inevitabilmente nei ricordi opprimenti; e l’altra, che arriva con un inaspettato cambio di sound, con un ritornello che fa venire voglia di ballare e scatenarsi, ricco di speranza e positività per il futuro. Rispondendo a una domanda rivolta da un fan, Lorde ha spiegato il senso che ha per lei questo pezzo e come lei stessa si fosse stupita di quanto suonasse tutto gioioso: “[…] ho capito che (quella della canzone, ndr) è una ragazza ubriaca a una festa, che ballava e allo stesso tempo si disperava per colpa del suo ex-ragazzo, e tutti pensavano che fosse ridotta uno straccio. Quella è lei stanotte ma da domani inizierà a ricostruire (la sua vita, ndr).”

Green light è un brano che, già al primo ascolto, denota la crescita artistica della cantante, che comunque delinea sempre la sua cifra stilistica per la sperimentazione di vari generi e la mescolanza di influenze che vanno da Prince a Katy Perry, passando per Thom York e i suoi Radiohead, e David Bowie, al quale ha  dedicato un tributo durante la cerimonia dei Brit Awards del 2016, cantando una sua intensa versione di Life on Mars.

 

Carlotta Oliaro

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