INIZIA UFFICIALMENTE LA CARRIERA SOLISTA DI HARRY STYLES

Con l’uscita del loro ultimo album, Four, gli One Direction avevano annunciato una pausa dalla scena musicale, senza specificare quando e se sarebbero tornati. Da quel momento in poi, per ciascuno dei quattro membri del gruppo, si è delineato un percorso ben specifico, quello della carriera da solista.

Niall Horan e Louis Tomlinson sono stati i primi a rilasciare del materiale autonomo, si tratta rispettivamente dei brani This town e Just hold on (quest’ultimo in collaborazione con Steve Aoki, dj di fama mondiale), mentre Liam Payne starebbe ancora lavorando al suo primo album; tuttavia, l’attenzione e l’attesa maggiore sono state rivolte al membro più popolare della band: Harry Styles.

Il ventitreenne è da sempre al centro di chiacchiericci divulgati da testate giornalistiche di dubbia professionalità, poiché considerato un vero e proprio rubacuori, ma, con l’uscita del suo nuovo brano in veste di solista, ci auspichiamo che potrà essere in grado di acquisire credibilità a livello globale.

Se nella mente vi frulla il ritornello di What makes you beautiful, dimenticatelo all’istante perché Sign of the times  è totalmente differente da tutto ciò che avete ascoltato degli One Direction. Si tratta di un pezzo decisamente maturo che rivela un background musicale di un certo spessore, non vi sarà infatti difficile ritrovare echi di Space Oddity e, in generale, dello stile del David Bowie degli anni ’70, né di accostarla alle ballads pop-rock tipiche degli anni ’80, delle quali in un certo senso riprende anche la lunghezza. Proprio questo è uno dei punti sfavorevoli di cui è necessario parlare: la canzone dura ben 5 minuti e 40 secondi e, sebbene ci si aspetti una varietà completa al suo interno, si rimane leggermente delusi dalla presenza di un ponte ripetuto decisamente troppe volte che, a mio parere, potrebbe decisamente essere editato nella versione dedicata alla divulgazione radiofonica.
Altro aspetto leggermente negativo riguarda la presenza di eccessive tonalità di voce diverse: da una parte dobbiamo riconoscere che l’esercizio vocale offerto da Styles è decisamente eccezionale, in quanto mostra il suo talento e la sua versatilità; dall’altra ci troviamo a passare dal falsetto, alla voce piena, agli acuti finali e ciò non rende completamente apprezzabile la ricchezza vocale dell’artista, anzi, trovo che sia una scelta piuttosto contestabile.

Ciò che invece vorrei lodare è il testo di questa canzone; avevamo già avuto assaggi delle doti di paroliere di Harry Styles, sia in brani scritti insieme agli altri membri del gruppo, sia nella produzione di testi per altri artisti, come è avvenuto per Just a little bit of your heart, cantata poi da Ariana Grande.

In Sign of the times troviamo un testo molto bello e intenso che lascia avvertire chiaramente l’emozione che si cela dietro un’esperienza personale piuttosto importante; in ogni caso, al di là della vicenda che ha ispirato questa canzone, c’è da dire che è possibile definire un testo potente quando riesce a coinvolgere completamente l’ascoltatore e a lasciare che la sua vita e le sue esperienze vi si rispecchino dentro.

Concludendo vorrei dire che sì, nella canzone ci sono diversi aspetti negativi (e da questo articolo vi sembrerà che siano maggiori di quelli positivi), però mentirei se non dicessi che nel complesso la trovo davvero bella. L’aggettivo “bello” è deviante e molto generico, ma vi consiglio assolutamente di prendere le cuffie e di investire sei minuti del vostro tempo ascoltando Sign of the times, un debutto forse pretenzioso e sicuramente non banale ma "a volte il giusto percorso da seguire non è necessariamente il più semplice".

 

Carlotta Oliaro

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